Shabbàt

Il giorno che dà senso a tutti gli altri

Rabbinato centrale Milano
Fonti

1. Torà

Tratto da “Shabbath – A cura di Augusto Segre”, Ucei 1972

Tora

Il cielo e la terra e tutto il loro esercito erano ormai completi. Nel settimo giorno Dio aveva completato l’opera Sua che aveva fatto, così nel settimo giorno cessò da tutta la Sua opera che aveva compiuto. Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, poiché in esso aveva cessato da tutta la Sua opera che Egli stesso aveva creato per poi elaborarla. (Genesi, Il, 1-3)

Ora avvenne nel sesto giorno, essi raccolsero doppia razione, cioè due ‘omer per ognuno, e allora tutti i capi tribù vennero ad annunziarlo a Mosè. Ed egli loro rispose: «Ciò precisamente è quello che ha detto il Signore: domani è solenne giorno di riposo, è il Sabato consacrato al Signore; tutto quanto volete cuocere cuocetelo oggi, e altrettanto dicasi per quello che volete cucinare. Tutto quanto avanza tenetelo in riserva fino a domani». Essi infatti ne lasciarono fino al domani secondo il comando di Mosè e non puzzò né si produssero vermi. Mosè disse poi nel settimo giorno: «Mangiatelo oggi poiché oggi è Sabato consacrato ai Signore, oggi non ne troverete all’aperto. Per sei giorni consecutivi andrete a raccoglierlo, ma nel settimo giorno che è Sabato non ve ne sarà». Ora il settimo giorno qualcuno del popolo andò a raccoglierne, ma non ne trovò. Il Signore allora disse a Mosè «Fino a quando voi rifiuterete di osservare i Miei precetti e i Miei insegnamenti? Considerate che il Signore vi ha dato il Sabato, perciò Egli vi ha concesso doppia razione di manna nel sesto giorno. Ognuno dunque rimanga dove si trova, né alcuno esca dalla propria abitazione nel settimo giorno». E il popolo riposò nel settimo giorno. (Esodo, XVI, 22-30)

Ricordati del giorno di Sabato per santificarlo. Durante sei giorni lavorerai e farai ogni tua opera. Ma il settimo giorno sarà giornata di cessazione dal lavoro dedicata al Signore tuo Dio; non farai alcun lavoro né tu né tuo figlio né tua figlia né il tuo schiavo né la tua schiava né il tuo bestiame né il forestiero che si trova nelle tue città. Poiché in sei giorni il Signore creò il cielo e la terra, il mare e tutto quanto essi contengono, riposò nel settimo giorno; per questo il Signore ha benedetto il giorno del Sabato e lo ha santificato. (Esodo, XX, 8-11)

Sei giorni ti occuperai di ogni tuo lavoro e nel settimo cesserai affinché riposi con te il tuo bue e il tuo asino e possano avere respiro il figlio della tua schiava e lo straniero. (Esodo, XXIII, 12)

Il Signore parlò a Mosè dicendo così: «Parla ai figli d’Israele in questi termini: Badate bene di osservare i Miei Sabati, perché ii Sabato è un segno fra Me e voi di generazione in generazione affinché voi sappiate che sono Io il Signore che vi santifico. Osserverete dunque il Sabato poiché è cosa santa per voi: chi lo violerà sarà punito di morte, poiché chiunque faccia un lavoro in questo giorno, verrà estinta quella persona di mezzo ai suoi popoli. Per sei giorni si farà ogni lavoro, ma il settimo giorno sarà di completo riposo consacrato al Signore. Chiunque faccia un lavoro in questo giorno di riposo sarà passibile di morte. I figli d’Israele dunque osserveranno il Sabato, celebrandolo di generazione in generazione come Patto eterno. Fra Me e i figli di Israele è un segno perpetuo attestante che in sei giorni il Signore fece il cielo e la terra e che il settimo giorno cessò e riposò». (Esodo, XXXI, 12-17)

Lavorerai sei giorni, ma il settimo giorno riposerai, cesserai cioè ogni lavoro di aratura o mietitura. (Esodo, XXXIV, 21)

Mosè convocò tutta la congrega dei figli d’Israele e disse loro: «Ecco le cose che il Signore ha comandato di fare. Per sei giorni si lavorerà, ma il settimo giorno sarà per voi giorno di riposo assoluto, Sabato consacrato al Signore; chiunque faccia qualche lavoro in questo giorno, sarà fatto morire. Non accenderete fuoco in tutte le vostre dimore nel giorno di Sabato». (Esodo, XXXV, 1-3)

Il Signore parlò a Mosè dicendogli così: «Parla a tutta la collettività dei figli d’Israele e dirai loro: Santi dovete essere, perché santo sono Io, il Signore vostro Dio. Ognuno tema sua madre e suo padre ed osservi i Miei Sabati». (Levitico, XIX, 1-3)

Sei giorni si potrà fare lavoro, ma nel settimo giorno ci sarà una cessazione che implica completa astensione dal lavoro, sacra convocazione, non farete nessun lavoro; è sabato destinato al Signore, in tutte le vostre sedi». (Levitico, XXIII, 3)

Il Signore parlò a Mosè dicendogli così: «Ordina ai figli d’Israele di prendere e consegnarti olio puro d’oliva, fatto con frutti pestati, per l’illuminazione, per far ardere un lume quotidianamente. Al di fuori della cortina della Testimonianza, nella tenda della radunanza, Aron lo preparerà in modo che stia acceso dalla sera alla mattina davanti al Signore quotidianamente; legge per tutti i tempi, per tutte le vostre generazioni; egli preparerà i lumi sul candelabro puro davanti al Signore quotidianamente.

E preparerai del fior di farina e ne cocerai dodici pani, ogni pane sarà di due decimi di efà; e li disporrai in due ordini di sei pani ciascuno sulla tavola d’oro puro davanti al Signore; e metterai presso ogni ordine dell’olibano puro, ed esso costituirà la offerta accompagnata al pane da bruciarsi con il fuoco in onore del Signore. Ogni giorno di sabato si disporrà il pane davanti al Signore sempre, come offerta proveniente dai figli d’Israele, come segno del patto eterno; esso apparterrà ad Aron ed ai suoi figli e lo mangeranno in luogo sacro, perché cibo santissimo esso è per lui, tratto dalle offerte da ardersi con il fuoco in onore del Signore: legge per tutti i tempi». (Levitico, XXIV, 1-9)

Osserverete i Miei sabati e avrete rispetto del Mio Santuario; Io sono il Signore. (Levitico, XXVI, 2)

I figli d’Israele erano nel deserto, e trovarono un uomo che raccoglieva legna nel giorno di Sabato. Coloro che lo trovarono a raccogliere legna lo presentarono davanti a Mosè, Aron e tutta la comunità. Lo trattennero sotto sorveglianza perché non era noto come lo si dovesse trattare. Il Signore disse a Mosè: «Quell’uomo dev’essere messo a morte, lo deve lapidare tutta la congrega, fuori dell’accampamento». Tutta la congrega lo condusse fuori dell’accampamento, lo lapidarono sino a che morì, come il Signore aveva ordinato a Mosè. (Numeri, XV, 32-36)

E nel giorno di Sabato due agnelli nati nell’anno, senza difetto, e due decimi di for di farina quale offerta farinacea, intrisa nell’olio e la sua libazione. Tale sarà l’olocausto per ogni sabato, oltre all’olocausto quotidiano e la sua libazione. (Numeri XXVIII, 9-10)

Osserva il giorno di Sabato per santificarlo come ti ha comandato il Signore tuo Dio. Durante sei giorni lavorerai e farai ogni tua opera, ma il settimo giorno è giornata di cessazione dal lavoro dedicata al Signore tuo Dio: non farai alcun lavoro né tu né tuo figlio né tua figlia né il tuo schiavo né la tua schiava né il tuo bue né il tuo asino n’è alcun animale di tua proprietà né il forestiero che si trova nelle tue città, in modo che possa riposare il tuo schiavo e la tua schiava come tu stesso. Ricorderai che fosti schiavo in terra d’Egitto ed il tuo Signore ti fece uscire di là con mano potente e braccio steso e che pertanto ti comandò il Signore tuo Dio di attuare il giorno de riposo. (Deuteronomio, V, 12-15)

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