Shabbàt

Il giorno che dà senso a tutti gli altri

Rabbinato centrale Milano
Parashòt

Behàr Sinài 5768

“I Miei sabati osserverete…” (Vayikrà 26, 2). Si domanda il grande commentatore e kabbalista Rabbì Chayìm ben ‘Atar, conosciuto per il suo commento come Or Hachayìm, per quale motivo la Torà ripeta ancora una volta la mitzvà della shemiràt shabbàt –il precetto dell’osservanza dello Shabbàt, visto che questo è gia stato  ripetuto diverse volte nella Torà. L’Or Hachayìm sostiene che la Torà stessa abbia voluto accostare il precetto dell’osservanza dello Shabbàt al precetto che è nel verso precedente: “Non vi farete idoli”. Ciò per insegnarci che: come il divieto di fare idolatria è considerato equivalente all’osservanza di tutta la Torà, così come è riportato nel Talmùd: “Colui che nega l’idolatria è come se riconoscesse tutta la Torà”(Kiddushìn 40a), il precetto dello Shabbàt è anch’esso considerato equivalente all’osservanza di tutta la Torà. Così com’è scritto nel Talmùd di Gerusalemme: “Lo Shabbàt da solo vale come tutte le altre mitzvòt” (Berakhòt 1-5).

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