Shabbàt

Il giorno che dà senso a tutti gli altri

Rabbinato centrale Milano

Fonti

5. Mishnà

Tratto da “Shabbath – A cura di Augusto Segre”, Ucei 1972

Mishna

1. Con quali sostanze si accende[1], e con quali non si accende? Non si accende con fibre di cedro[2], né con canapuli[3], né con cascami di seta[4], né con fibre di salice[5], né con fibre di foglie di ortica[6], né col museo[7] che nuota sull’acqua[8]; non con pece, né con cera[9], né con olio spremuto dai semi del ricino[10], né con olio che dovrebbe essere bruciato[11], né col grasso della coda (di animali), né con sego. Nachum il medo insegna: Si può accendere con sego strutto. I Dottori però insegnano: Né se è strutto, né se non è strutto, non si può servirsene per accendere.

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6. Zohar

Tratto da “Shabbath – A cura di Augusto Segre”, Ucei 1972

Zohar

Mistica sabbatica della Scekhinàh: Il testo è da intendersi nel senso che, nel Sabato, il lato divino di giustizia‑severità (gevurà) si unisce a misericordia (chésed), ossia il Re (= gevurà) si unisce a Scekhinà.

«E quando il Sabato arriva, la Scekhinah è in perfetta unione con Lui (= con il Re), ed è separata dall’a altro lato » (= dallo aspetto di giustizia tremenda), e tutte le potenze del giudizio severo sono divise da Lei. Ella è in stretta unione con la Santa Luce, ed è coronata con molte corone dal Santo Re, e tutti i principati di severità e tutti i signori di giudizio si allontanano da Lei, e nessuna altra dominazione regna su tutti i mondi, e il volto di Lei è illuminato dalla Luce Suprema, Ella è qui giù, coronata dal Popolo Santo, e tutti coloro che ad esso appartengono, sono dotati di anime» (cioè di anime aggiuntive sabbatiche). (Trat. Terumà 135b)

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