Shabbàt

Il giorno che dà senso a tutti gli altri

Rabbinato centrale Milano

Pensiero

Attivo e passivo, nello Shabbat e nel Santuario (Vajakel-Pekudè HaChodesh 5773)

Jonathan Pacifici – www.torah.it

mishkan 2

“E radunò Moshè tutta la congrega dei figli d’Israele e disse loro: ‘Queste sono le cose che il Signore ha comandato di fare:…’” (Esodo XXXV, 1).

Nel tessuto delle parashot che completano il libro di Shemot e nelle quali ci occupiamo della costruzione del Mishkan, si intrecciano due motivi fondamentali intrinsecamente connessi: il Mishkan e lo Shabbat. Già tante volte in passato abbiamo visto come il Santuario del Tempo e quello dello Spazio siano l’uno lo specchio dell’altro. Quello dello spazio non si costruisce durante quello del tempo ma quello del tempo è quasi sospeso nel recinto di quello del tempo. E così via le attività che definiscono quello dello spazio sono la fonte per le attività proibite in quello del tempo, ma queste stesse a loro volta sono speculari delle attività con le quali Iddio ha creato il mondo, nel tempo e nello spazio, cessando per lo Shabbat. Leggi tutto ›

E nell’ottavo giorno, persino di Shabbat (Tazria-Metzorà 5773)

Jonathan Pacifici – www.torah.it

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“E parlò il Signore a Moshè dicendo: ‘Parla ai figli d’Israel dicendo: ‘Una donna che sia fecondata e partorisca un maschio e sarà impura per sette giorni come i giorni del suo ciclo mestruale sarà impura. E nell’ottavo giorno sarà circoncisa la carne del suo prepuzio.” (Levitico XII, 1-3).

La doppia parashà di questa settimana ci introduce nel mondo della purità e dell’impurità, prima con le regole della partoriente e poi con le varie forme di tzaraat della pelle e delle case ed i relativi processi di purificazione.

Incastonato tra i versi che parlano dell’impurità della partoriente compare il verso “E nell’ottavo giorno sarà circoncisa la carne del suo prepuzio.” In realtà da questo verso non si impara il precetto della milà che è stato invece già dato ad Avraham. I nostri saggi evincono invece dal nostro verso i dettagli relativi alla tempistica della milà all’ottavo giorno ed in particolare relativamente alla milà di Shabbat.

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Il pericolo di vita che respinge lo Shabbat (Acharè Mot 5763)

Jonathan Pacifici – www.torah.it

pericolo

“Ed osserverete i Miei decreti ed i miei statuti che farà l’uomo questi e vivrà in essi, Io Sono il Signore” (Levitico XVIII, 5)

“e vivrà in essi: nel mondo futuro; che se dovessi dire in questo mondo, ecco che alla fine lui muore. Io sono il Signore: fedele nel pagare il premio.”

La Torà, è cosa nota, è particolarmente restia a trattare quanto avviene dopo la morte. Le stesse regole della sepoltura e del lutto hanno pochissime fonti nelle Scritture. Il mio Maestro Rav Chajm Della Rocca shlita, mette questo fatto in relazione con l’uscita dall’Egitto. Dicono infatti i Saggi che nel trarre Israele dall’Egitto, paese perennemente immerso nell’idea della morte e nella preparazione a questa, Iddio si ripropone di dare ad Israele una Torà di vita. Leggi tutto ›

Gli zizzit e lo Shabbat (Shelach Lechà 5762)

Jonathan Pacifici – www.torah.it

tzitzit“Affinché voi ricordiate e facciate tutte le mie mizvot e siate santi per il vostro D-o” (Numeri XV ,40)

“Affinché voi ricordiate e facciate tutte le mie mizvot: è stata esposto il brano dello zizzit presso il brano del raccoglitore [della legna di Shabbat] dal momento che quando è stato condannato il raccoglitore per aver profanato lo Shabbat hanno detto Israele: ‘Come potremo sopravvivere all’osservanza dello Shabbat? Oggi o domani ci renderemo rei di una morte come questa, dato che di giorno festivo c’è un segno visibile per la loro osservanza, cosa che non c’è di Shabbat’. Per questo ha dato loro la mizvà dello zizzit di cui occuparsi di Shabbat. Così come hanno detto i nostri Saggi, sia il loro ricordo di benedizione, ‘Chiunque vada di Shabbat senza zizzit è come se raccogliesse legna di Shabbat.” (Chizkuni in loco).

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Lo shabbat (Vaetchanan Nachamù 5763)

Jonathan Pacifici – www.torah.it

Table with Silver Candle Stands Beside Wine Chalice and Loaf of Bread

“Osserva il giorno dello Shabbat per santificarlo, così come ti ha comandato il Signore tuo D.” (Deuteronomio, V,11)

“Ma nelle prime [parlate] ha detto: ‘ricorda’ (Esodo XX,7); ed entrambe in una sola parlata ed in una sola parola sono state dette ed in un solo ascolto sono state ascoltate.” (Rashì in loco).

Il Santo Benedetto Egli sia ci ha donato lo Shabbat con quattro espressioni/comandamenti. Due nella Torà e due nei Profeti. Nella Torà è scritto ‘ricorda il giorno dello Shabbat’ (Esodo XX,7) nelle prime Dieci Parlate ed è anche scritto, nelle seconde Dieci Parlate nella nostra Parashà, ‘Osserva il giorno dello Shabbat’. Nei Profeti si imparano poi due precetti rabbinici circa lo Shabbat: il precetto di onorare lo Shabbat (Kvod Shabbat) e di fare dello Shabbat la propria delizia (Onegh Shabbat). Leggi tutto ›