Shabbàt

Il giorno che dà senso a tutti gli altri

Rabbinato centrale Milano

Pensiero

Shabbat e teshuvà (Haazinu 5759)

Jonathan Pacifici – www.torah.it

Teshuva

“Con l’offerta di Musaf di Shabbat,[i Leviti] che [inno] dicevano? Disse Rav Anan bar Ravà a nome di Rav: ‘[I sei brani della Torà riassunti nell’acrostico] HaZYV LaCH’” (TB Rosh Hashanà 31a)

Quando esisteva il Santuario il servizio quotidiano ruotava attorno alla presentazione dei due ‘Temidin’, ossia le due offerte perpetue della mattina e del pomeriggio. Sebbene l’esecuzione materiale dell’offerta fosse prerogativa dei Coanim, la cerimonia si rivelava un momento di coesione per tutto il popolo. Leggi tutto ›

Shabbat: cessazione (?)

shabbatLa più importante di tutte le feste ebraiche è quella che ricorre al termine di ogni settimana: lo Shabbat. Questo è un giorno consacrato rispetto agli altri e questa consacrazione è antica come il mondo, perché risale proprio alla creazione: il settimo giorno infatti D-o cessò di creare e la parole “cessare” si dice Shavat.

Appena dopo la fuga dall’Egitto, D-o ordinò al popolo di distinguere lo Shabbat dagli altri giorni: nel deserto infatti dava doppia razione di manna solo di venerdì perché di sabato non ne dava ed essa durava due giorni (mentre di solito ammuffiva dopo un giorno di conservazione). Così il popolo veniva educato per fare i preparativi dello Shabbat. La Torah ripete spesso questo comandamento e lo presenta come un segno eterno del patto tra D-o e il popolo ebraico. La non osservanza dello Shabbat è una delle più gravi colpe che l’ebreo possa commettere.

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