Shabbàt

Il giorno che dà senso a tutti gli altri

Rabbinato centrale Milano
Parashòt

Chukkàt 5768

“Il popolo si mise a contestare Moshè dicendo: magari fossimo morti della stessa morte dei nostri fratelli dinanzi all’Eterno”. Dopo la morte di Miriam il popolo protesta per la mancanza d’acqua e ricorda con molta nostalgia la terra d’Egitto nella quale sembra che ci fosse ogni bene, e continua a farlo sempre in questa parashà lamentandosi del viaggio. Queste lamentele continue non sono nuove: anche all’inizio della parashà di Beha’alotekhà troviamo una rivolta per mancanza di carne e una nostalgia molto forte per la meravigliosa terra d’Egitto nella quale si mangiava ogni delizia gratuitamente! Se ben ricordiamo, nella terra d’Egitto il popolo di Israele si trovava schiavo e per questi cibi doveva lavorare duramente! Quindi ci si chiede qual sia il senso di questo ricordo. Rashi spiega che il loro ricordo era quello di aver vissuto in Egitto liberi dai precetti, dalle mitzvòt, e il fatto di poter condurre una vita svincolata da ogni regola se non quella di dover produrre una certa quantità di mattoni, veniva ricordata con molta nostalgia rispetto alla loro condizione attuale di popolo eletto, di esempio per l’umanità.
Un famoso scrittore yiddish, commentando questi fatti disse che è più semplice liberare un popolo dalla schiavitù, che  non togliere la schiavitù ( la sua mentalità) dal popolo.

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