Shabbàt

Il giorno che dà senso a tutti gli altri

Rabbinato centrale Milano
Parashòt

Tazrìa-Hachòdesh 5768

“Partorirà un figlio maschio e sarà impura per sette giorni…” (Vayikrà 2, 12) . C’insegna il Rebbe di Kotzk che l’impurità non è altro che la conseguenza  dell’allontanamento della kedushà – santità. Quando la kedushà si allontana la tummà– l’impurità  riempie il vuoto da essa lasciato. È  questo l’esempio di quando vi è un decesso, e l’anima va via dal corpo questo diviene impuro. I Maestri c’insegnano però che per ciò che concerne le puerpere è direttamente Dio che possiede le chiavi del parto, e queste non sono affidate ad un emissario di Dio come per moltissime altre cose. Così come è scritto: “E apri il Signore il suo grembo…”. Da ciò si evince che in ogni parto  vi è la presenza divina e quindi quando questa se ne va al suo posto arriva l’impurità.

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