Shabbàt

Il giorno che dà senso a tutti gli altri

Rabbinato centrale Milano
Parashòt

Terumà 5769

“Parla ai figli d’Israele che prendano per Me un’offerta – terumà…” (Shemòt 25, 2). Su questo verso riporta il midràsh: “Nello stesso momento in cui il popolo d’Israele ha pronunciato le parole naasè venishmà – faremo e ascolteremo il Signore ha ordinato a Israele: che prendano per Me un’offerta – terumà”. Secondo R. Uri di Kaninz ciò insegna l’uso di fare offerte e, in modo particolare, quando si è chiamati alla lettura della Torà al Bet Hakenèset. In tal modo l’ebreo mostra il legame della Torà alla preghiera pubblica. I Maestri sottolineano che nell’adempimento di questo precetto, e cioè quello della tzedakà, non viene arrecato alcun danno economico alle finanze di colui che lo adempie, bensì gliene ritorna in benedizione. Da ciò s’impara che l’offerta fatta nel momento della lettura pubblica della Torà ci lega al momento in cui è stata data la Torà sul Sinai, così come riportato nel midràsh: il legame tra l’accettazione incondizionata da parte d’Israele della Torà e delle mitzvòt e il precetto impartito da Dio di fare un’offerta – terumà.

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