Shabbàt

Il giorno che dà senso a tutti gli altri

Rabbinato centrale Milano
Parashòt

Vayiggàsh

L’inizio della parashà riporta il discorso di Yehudà che tenta di convincere Yosèf a non trattenere Biniamìn accusato di aver rubato il calice del vicerè d’Egitto. Tra gli argomenti usati da Yehudà il principale è il dolore terribile che ne deriverebbe al padre. Egli dice: “Succederà che, vedendo che il fanciullo non c’è, ne morirà ….” (Bereshìt 44, 31) Chiaramente – dice Yehudà – se noi fratelli avessimo tempo di spiegare a nostro padre che Biniamìn non è ritornato per sua obiettiva colpa, avendo egli rubato, nostro padre Yaàkòv, che è un grande tzaddìk ed amante della verità, se ne farebbe una ragione e concorderebbe sul fatto che Biniamìn se lo è meritato. Il problema è – dice Yehudà al viceré d’Egitto – che noi fratelli non faremmo neppur in tempo ad aprir bocca che, nostro padre, Yaàkòv “vedendo che il fanciullo non c’è” resterà fulminato per l’immensità del dolore improvviso che lo coglierà!

Condividi:

«

»