Shabbàt

Il giorno che dà senso a tutti gli altri

Rabbinato centrale Milano
Parashòt

Vayikrà-Zakhòr 5768

“L’Eterno chiamò Moshè…” (Vayikrà 1, 1). Ci fanno notare i Maestri che nella parola vayikrà – chiamò – l’ultima lettera la àlef è scritta più piccola. In base a quanto riportato nello Zòhar, questa simboleggia la non completezza del popolo d’Israele. Nonostante sia stato edificato il Mishkàn – Tabernacolo – e la Shekhinà risieda in mezzo al popolo non vi è completezza se non in terra d’Israele. Rabbenu Yakòv ben Ashèr, conosciuto come Baàl Haturim, dà un’altra spiegazione: Moshè voleva scrivere questa parola senza la àlef, cosi come è scritto in Bemidbàr (23, 4) quando si narra della manifestazione di Dio a Bilàm. Disse il Santo Benedetto a Moshè di aggiungere la àlef per sottolineare che la rivelazione a Bilàm non è da paragonabile a quelle di Moshè. Ma per la sua grande modestia Moshè l’ha aggiunta più piccola.

Condividi:

«

»