Shabbàt

Il giorno che dà senso a tutti gli altri

Rabbinato centrale Milano
Parashòt

Sheminì – Parà 5771

“ E Moshè disse ad Aron: Avvicinati all’altare…” (Vayikrà 9, 7). Su questo verso della Torà ci fa notare  il grande commentatore Rabbì Shelomò Itzhaki, conosciuto con il suo acronimo Rashì, che Aharòn era un uomo timido e riservato e aveva timore di avvicinarsi. Allora Moshè gli domandò: Di cosa ti vergogni? Per questo tu sei stato scelto! Rabbi Moshè Chayim di Sadilkow a nome di suo nonno Rabbì Israel Baal Shem Tov ci spiega questo Midrash. Moshè dice a suo fratello Aharòn in questo verso: Proprio per queste tue qualità, quella di esser timido, umile, timoroso di Dio, e credere di non esser adatto a questo compito, che sei stato scelto e innalzato a un incarico così elevato. Poiché è scritto (Salmi 51, 19): “Il sacrificio gradito al Signore è un’anima pentita”. Ciò ad insegnaci che proprio l’animo umile  e timoroso è quello che innalza l’uomo.

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