Shabbàt

Il giorno che dà senso a tutti gli altri

Rabbinato centrale Milano
Parashòt

Terumà 5768

«Farai due cherubini d’oro» e i cherubini avranno i loro volti diretti l’uno verso l’altro». Il Talmùd (Yomà 54A) spiega questo particolare in maniera interessante. Secondo la tradizione questi due cherubini erano differenti l’uno dall’altro nel loro aspetto. Uno era d’aspetto maschile mentre l’altro aveva una forma femminile. Inoltre, essi erano abbracciati l’uno all’altro e questo aspetto non veniva nascosto ma durante i pellegrinaggi le tende che nascondevano l’aròn venivano spostate e venivano fatte vedere a tutto il popolo, spiegando che il loro amore ricordava l’amore di Dio verso Israele. Nel saccheggio avvenuto durante la caduta di Gerusalemme, entrando i profanatori nel tempio, trovarono l’arca, il suo coperchio con sopra i cherubini disposti in questa maniera e portandoli per le vie della città conquistata, derisero gli ebrei ritenendo questo oggetto indegno di comparire in un posto così sacro e dileggiando questa religione che permetteva la presenza di questo oggetto in un luogo così sacro. Cadendo questa parashà nella settimana dell’inaugurazione del mikvè, questo midràsh ha un aspetto altamente simbolico. Il matrimonio, l’unione di un uomo e una donna, mentre nella società che ci circonda non ha risvolti spirituali ma presenta perlopiù aspetti materiali, nell’ebraismo rappresenta la massima evoluzione dell’uomo ed era usato per raffigurare l’amore di Dio per il suo popolo.

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